Prezzo del metano alle stelle: via ai piani di emergenza energetica

Meno gas in Nord Stream, prezzo del metano alle stelle e piani di emergenza energetica in Europa come non si vedeva dagli anni 70, o forse dalla Seconda Guerra Mondiale. Ecco gli ultimi avvenimenti e le proposte dei governi per aggirare il problema e riuscire a superare l’inverno senza troppi black-out.

Diminuisce ancora il gas attraverso Nord Stream

Dopo un primo segnale di apertura su Nord Stream, con la riparazione della famosa turbina Siemens e la riapertura dei flussi lo scorso 21 luglio (secondo i tempi previsti), ci sono ora nuovi fatti da tenere in considerazione attorno al principale gasdotto che porta il gas naturale siberiano in Europa attraverso il Mar Baltico e la Germania.

Gazprom, una delle aziende che gestisce Nord Stream e principale venditore del gas russo, ha infatti comunicato il 27 luglio che il flusso del metano attraverso la linea sarebbe stato ridotto rispetto a quanto avveniva prima delle riparazioni. Se prima la capacità di spedizione utilizzata era del 30%, da qualche giorni i flussi si sono ridotti al 20% di capacità del gasdotto: secondo quanto dichiarato da Eni, il 27 luglio Gazprom avrebbe inviato all’Italia solamente 27 milioni di metri cubi, mentre nei giorni successivi alle riparazioni il flusso si era assestato mediamente a 34 milioni di metri cubi.

Un ulteriore diminuzioni c’è state nelle ore successive della giornata. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ADNkronos, «fra le 6 e le 7 di questa mattina il flusso era di 27 milioni di kilowatt all’ora, poi è sceso a 17 milioni di kilowatt ora. A partire dalle 9, è calato a 14 milioni di kilowatt all’ora. Secondo il sito di Nord Stream 1, il flusso rimarrà a quest’ultimo livello per il resto della giornata (27 luglio, ndA)».

L’Europa vorrebbe tagliare del 15% l’acquisto di gas russo

Una mossa, quella della riduzione dei flussi, che comunque si preparava già dall’altra parte, in Europa. Dall’inizio dell’invasione, infatti, si è subito tentato di dare un taglio alla dipendenza e ricattabilità europea dalle forniture energetiche russe. Innanzitutto colpendo con sanzioni economiche il carbone e parte del petrolio, oltre alla mossa tedesca su spinta americana di bloccare l’inaugurazione di Nord Stream 2, il raddoppio del gasdotto già esistente. Poi cercando in tutta fretta nuovi fornitori di gas naturale, oltre che di altre materie prime energetiche, ad esempio aumentando le importazioni di GNL via nave dagli USA e da altri paesi fornitori.

Ora la Commissione Europea propone un taglio del 15% degli acquisti invernali rispetto agli anni precedenti, pur concedendo delle rimodulazioni a seconda delle esigenze dei singoli paesi. L’Italia, ad esempio, potrà tagliare le sue importazioni del 7% nel periodo dal 1 agosto 2022 al 31 marzo 2023. Secondo il ministro per la transizione Roberto Cingolani l’Italia sarebbe in grado, entro il 2024, di raggiungere la piena indipendenza dalla Russia in materia energetica, grazie anche a una robusta accelerazione sulle energia rinnovabili (tra il 2023 e il 2024 dovrebbero essere installati almeno 9 gigawattora da nuove stazioni di produzione).

magazzini di stoccaggio del gas

La situazione degli stoccaggi, in cui tanti paesi europei si ritrovano più indietro rispetto all’Italia, vede il nostro paese con un abbondante 70% di scorte di gas metano, e l’obiettivo del 90% entro l’inverno confermato sempre dal ministro Cingolani, intervenuto al Consiglio Energia straordinario a Bruxelles proprio sul tema energetico.

Il prezzo del gas naturale di luglio è aumentato ancora

E intanto il prezzo del gas nono accenna a fermarsi. In attesa del prezzo medio di luglio del gas naturale, che i fornitori dovranno utilizzare per calcolare le bollette da inviare agli utenti, possiamo già vedere come i problemi sul gasdotto Nord Stream e le continue tensioni hanno portato il costo della materia gas naturale a livelli davvero alti. Il prezzo del gas, che il 27 luglio aveva superato i 200 euro al megawattora, il giorno seguente si era inizialmente stabilizzato sotto quella soglia, dopo che un portavoce del Cremlino aveva sottolineato come l’ennesima riduzione decisa da Gazprom su Nord Stream fosse da imputare ad altri lavori di manutenzione.

Ma nella serata del 28 luglio il prezzo è tornato a salire fino a 205,20 euro al megawattora. Durante la chiusura di Nord Stream per manutenzione, effettuata tra l’11 e il 21 luglio, il prezzo del gas aveva allarmato con la sua corsa fino a 156 euro per megawattora: ora con prezzi più alti di almeno 50 euro per MWh il costo delle restrizioni inizierà a pesare anche su quelle aziende e famiglie che fino ad ora erano riuscite a stare a galla.

Piani di emergenza energetica

L’Unione Europea ha chiarito che il riempimento delle scorte deve andare avanti e che il taglio del 15% degli acquisti di gas dalla Russia prevede delle deroghe, come ad esempio il rischio per la produzione elettrica, e lascerà mano libera agli stati membri per le soluzioni da adottare. Nel periodo dal 1° agosto 2022 al 31 marzo 2023, quindi, scatterà una sorta di soglia critica in cui gli stati dell’UE dovranno prepararsi ad affrontare un aumento dei costi delle produzioni, dei trasporti, dei possibili fallimenti e sofferenze delle aziende e delle famiglie.

Le raccomandazioni UE prevedono di concentrarsi soprattutto sugli spazi pubblici e aperti al pubblico: si raccomanda di tenere sotto controllo condizionatori, riscaldamenti e acqua calda in maniera stringente, oltre che gli sprechi elettrici. E dalla Germania si rendono note subito alcune idee. Nella città di Hannover si è deciso di togliere l’acqua calda da tutti gli edifici pubblici, che si tratti dei lavandini degli edifici pubblici o delle docce di piscine, palazzetti dello sport e palestre. Le fontane pubbliche saranno spente per risparmiare energia, le luci notturne del municipio e dei musei non verranno accese.

termosifone per riscaldamento a metano

Allo stesso modo Berlino ha deciso che non accenderà le luci notturne di 200 tra musei, monumenti ed edifici pubblici per risparmiare sulla produzione di energia, che verrà destinata invece alle strutture essenziali come ospedali, caserme, case di cura e altro. Tra gli altri espedienti per risparmiare sul gas, anche in Italia spunta l’abbassamento del riscaldamento, così come una ripresa della produzione elettrica da centrali alimentate a carbone e lo spegnimento dei lampioni in parti non centrali dei centri abitati.